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Tokyo

La capitale del Giappone è una metropoli tentacolare dove non esiste un centro ben definito ma in cui ogni quartiere è diventato una struttura autonoma, una sorta di città nella città, con il suo stile peculiare che risalta dal contrasto stridente con le altre zone. A mio avviso, non è semplice visitare in autonomia la città, a meno che non ci si concentri su alcuni quartieri. Di seguito quelli che ho visitato, in autonomia e con guida (per le guide locali rimando all’articolo “info utili”).

Asakusa: se visitate il quartiere che più di ogni altro sembra sospeso nel tempo iniziate dal tempio buddista Senso–ji. Qui è custodita una statua dorata di Kannon, la dea della compassione, miracolosamente recuperata da due pescatori dal vicino fiume Sumida e mai esposta al pubblico. Davanti al tempio si trova un grande incensiere, il cui fumo aiuterebbe a rimanere in salute, ed è per questa ragione che dovrete cercare di farlo penetrare attraverso i vestiti con movimenti forsennati delle braccia. È possibile acquistare gli omikuji, biglietti della fortuna che predicono amore, lunga vita o successo. Se il responso è negativo, dovrete legare la striscia di carta a una struttura del tempio. Ci sono omikuji anche in inglese ma, se non volete rovinarvi la vacanza con tristi pensieri, vi suggerisco di non sfidare la sorte. Non molto distante dal tempio si sviluppa la Kappabashi Dori, la via dedicata allo shopping per la casa. Qui troverete davvero di tutto: colorate ciotole in porcellana, le tradizionali bacchette, pentole in terracotta (donabe) ideali per gli stufati ma soprattutto per cuocere il ramen, gli affilatissimi coltelli giapponesi, raffinate scatoline in legno per conservare le foglie di tè, pregiate teiere, stampini per i dolci di tutte le fogge e dimensioni, utensili da cucina in miniatura, che avrebbero fatto invidia alla Mattel, e infine i sampuru, riproduzioni in plastica di piatti e alimenti che si vedono esposti nelle vetrine dei ristoranti. Lo shopping insomma è garantito!
Se volete provare la famosa carne wagyu, vi consiglio di recarvi a cena da “Wagyu Yakiniku Panga“, ristorante raffinato con magnifica vista panoramica sull’Asahi Beer Hall, la sede della società che produce una delle birre giapponesi più conosciute al mondo, e sul fiume Sumida. Va prenotato e, al momento della prenotazione, bisogna scegliere il menù degustazione wagyu tra quelli proposti.  Il menù degustazione prevede un tris di antipasti, filetto e controfiletto nella versione teppanyaki, cioè cotti alla griglia sotto i vostri occhi, shabu shabu, dove la carne tagliata finissima è immersa con le bacchette nel brodo bollente, sushi, cioè nella versione cruda e sukiyaki, dove il controfiletto è cotto in una salsa a base di soia e brodo e poi annegato in una spuma d’uovo prima di sciogliersi in bocca. Ad accompagnare il tutto insalata mista, yuzu, una sorta di cedro originario della Cina ma molto comune in Giappone, zuppa di miso, frutta fresca, riso aromatizzato all’aglio con pezzi di wagyu essiccato. Esperienza imperdibile in una location raffinata dalla vista mozzafiato, il gusto che incontra l’eleganza! Ah dimenticavo…ottimo rapporto qualità prezzo rispetto ai ristoranti italiani di pari livello. Non mangerete mai una wagyu così buona a prezzi così onesti.

Ueno: nel quartiere si trova il primo parco pubblico della città che ospita il Museo nazionale, un tempio shintoista (Toshugo shrine) e uno buddhista (Kiyomizu Kannon), lo zoo cittadino (dove è possibile ammirare i panda giganti) e lo Shinobazu, un laghetto naturale circondato da una vegetazione lussureggiante in cui sguazzano anatre e altri uccelli acquatici, fioriscono i fiori di loto e, nel periodo della loro fioritura, i ciliegi tinteggiano di rosa i viali. A Ueno si trova Ameyoko street, il mercato all’aperto più famoso della capitale che si sviluppa lungo e sotto i binari sopraelevati della linea ferroviaria Yamanote, un dedalo di bancarelle dove è possibile consumare cibo da strada, acquistare pregiato tè verde, a prezzi più bassi che altrove, o pesce freschissimo. Provare per credere! Tra i vari ristoranti mi sento di consigliarvene due in particolare:
  • Tonkatsu Yamabe, un locale informale e piuttosto spartano che propone esclusivamente il tonkatsu in una versione casalinga e rustica. Accetta solo yen in contanti.
  • Ramen Takahashi, un locale molto piccolo dove le sedute sono disposte a ferro di cavallo attorno al bancone, con la cucina a vista. Lo spazio è ridotto all’essenziale e ottimizzato: alle spalle di ogni cliente c’è un attaccapanni per la giacca e ai piedi una cesta per eventuali zaini o borse. Si ordina da una macchinetta, posta all’esterno del locale, che accetta solo yen in contanti. La scelta è limitata a tre tipologie di ramen: ramen salato, ramen in salsa di soia, ramen in brodo di miso; in aggiunta si può ordinare un contorno di riso, l’acqua invece si prende gratuitamente dal distributore posto all’interno del locale. Per un pranzo genuino, veloce ed economico!

Harajuku: vi si trova il tempio shintoista Meiji Jinku, immerso in una foresta sempreverde, 120.000 alberi appartenenti a 365 specie differenti, in un’ambientazione da film di Hayao Miyazaki. All’ingresso, subito dopo il torii, frutto di una ricostruzione degli anni ’70 del ‘900 in quanto l’originale del 1920 è andato distrutto durante la seconda guerra mondiale, un’intera parete è occupata da barilotti di sakè, bevanda alcolica tradizionale giapponese ottenuta da un processo di fermentazione del riso. Di dimensioni considerevoli e decorati con cura, rappresentano un segno tangibile di gratitudine da parte delle varie aziende produttrici di sakè per il successo ottenuto nonché un auspicio di prosperità e buona fortuna per il futuro. Nel cuore di Harajuku si snoda Takeshita Dori, dove da anni si celebra la moda giovanile e alternativa ispirata al cosplay, la pratica di indossare un costume che rappresenti un personaggio di anime e/o videogiochi e interpretarne il modo di agire. Percorrere questa strada equivale a una full immersion nel vivido mondo del bizzarro cosplay: la fanno da padrone negozi alternativi e alcuni stravaganti bar, tra cui il pig bar in cui ci si rilassa facendo le coccole a simpatici maialini in carne e ossa o il più normale cat bar, riconoscibile da una gigantesca insegna al neon raffigurante appunto un gatto.
Omotesando: a cento metri dalla Takeshita Dori inizia il grande viale alberato del quartiere dei brand di lusso e dell’architettura contemporanea dove i negozi delle grandi griffe internazionali fanno a gara per ostentare opulenza, regna il silenzio e tutto è ordinato e curato. Una sorta di via Montenapoleone da percorrere solo se si ha tempo a disposizione!

Shibuya: il più movimentato quartiere della capitale, è conosciuto per il famoso incrocio reso celebre da film quali Lost in Translation, Fast and Furious e Resident Evil. Qui il traffico dei veicoli si ferma per 55 secondi, consentendo ai pedoni di attraversare in modo sicuro sulle strisce anche in diagonale. All’uscita della fermata della metropolitana, si può inoltre ammirare la statua del cane Hachikō, realizzata nel 1934 per commemorare un cane fedele che, per oltre 10 anni, proprio in quel punto attese invano l’arrivo del padrone morto. Mettetevi in coda per la foto ricordo con il cane più fedele della storia.
Per un pasto veloce consiglio “Obanzai Aburi – Yaki Sake Nanaall’interno del centro commerciale “Shibuya Mark City”. Propone la formula “set”, cioè la degustazione di più portate a un prezzo economico. Tra i vari set quello che comprende chirachi, zaru soba, tempura e verdure fermentate e quello composto da carne di maiale in agrodolce, ciotola di riso, zuppa di miso e verdure al vapore. Per un pranzo veloce e senza pretese!

Shinjuku: il quartiere di Tokyo dove i contrasti sono più evidenti e stridenti, si divide sostanzialmente in due aree: a ovest, algida e ordinatissima, sorge la zona dei grattacieli nata per rivaleggiare con Manhattan, con la Tokyo Government Building, orgoglio dell’architetto Kenzo Tange, il padre padrone dello skyline cittadino, da cui si gode una vista gratuita a 360° sulla città e, se siete fortunati come noi, si vede il Fuji; a est si viene travolti dal caos rumoroso del distretto a luci rosse di Kabukicho in cui dominano erotismo e cultura trasgressiva ma non mancano i vicoli tradizionali che riportano alla Tokyo degli anni ’50, quali ad esempio Omoide Yokocho, con le sue vecchie case in legno segnalate da lanterne e quasi tutte trasformate in izakaya, o il Golden Gai, lo stretto vicolo in cui i locali hanno dimensioni lillipuziane in grado di ospitare dai due ai dieci clienti al massimo.
Tra i vari ristoranti mi sento di suggerirvi “Katsukura Shinjuku Takashimayache si trova al 14° piano di un modernissimo palazzo. La specialità del ristorante è il tonkatsu, la croccante cotoletta di maiale (qui proposta nella varietà pregiata Yamagata, maiale nero per farla semplice) che, prima di essere fritta, viene panata in farina, uovo e pane panko, che la rende estremamente croccante e nient’affatto unta. Vi verrà servita assieme a una julienne di cavolo cappuccio, a verdure fermentate, a una zuppa di miso e a una ciotola di riso. Fuori dal locale la fila è molto ordinata e ben organizzata: si aspetta, infatti, comodamente seduti, occupando l’ultimo posto libero disponibile, e si avanza man mano che gli avventori vengono invitati ad entrare. Ma la vera chicca del quartiere è “Nagi” nel Golden Gai. Si tratta di un locale lillipuziano, al quale si accede da una ripidissima scaletta illuminata di rosso dopo aver atteso pazientemente in coda in un vicoletto largo quanto una persona. Si ordina da una macchinetta che accetta solo contanti in valuta locale, quindi ci si accomoda al bancone, pigiati uno accanto all’altro. La specialità del locale è il ramen al niboshi, spessi noodles fatti a mano immersi in un brodo bollente di sardine essiccate (niboshi) su cui galleggiano fette di pancetta di maiale, un uovo sodo e un’enorme foglia di alga nori che pian piano di scioglie assorbendo parte del brodo. Per me il miglior ramen in assoluto in un’atmosfera da anime! Se, invece, avete voglia di sushi e chirachi recatevi da “Yarou Sushi (Kabuchiko). Pesce freschissimo a prezzi onesti. Si può scegliere se mangiare al bancone o in una saletta appartata. Il sushi alla portata di tutte le tasche!